Denti di cane: i crostacei che sembrano piccole rocce lunari

 

Se frequenti il mare, li avrai sicuramente notati più di una volta. Magari ti è anche capitato di “incontrarli” dolorosamente camminando scalzo sugli scogli, oppure li hai visti aggrappati ai gusci delle cozze. Stiamo parlando dei cosiddetti “denti di cane”, curiosi crostacei che non finiscono nei nostri piatti ma che suscitano sempre un certo fascino.

Piccoli abitanti del mare
Questi organismi, il cui nome scientifico è balani, fanno parte della grande famiglia dei crostacei e sono diffusi in molti mari, incluso il Mediterraneo. Non serve immergersi per scovarli: si trovano attaccati a moli, banchine, scogli, scafi di barche e persino su tartarughe marine, balene e mitili.

Il loro aspetto ricorda piccole formazioni rocciose coniche, di colore bianco o grigio, dure e affilate. Proprio per la loro superficie appuntita e tagliente, sono responsabili di non pochi graffi ai piedi dei bagnanti.

Cosa sono davvero
I denti di cane appartengono al gruppo dei Cirripedi, crostacei che comprendono circa un centinaio di specie. In questo caso si tratta di esemplari sessili, cioè fissi per tutta la vita a un supporto solido o, talvolta, al guscio di un altro animale, come le cozze.

Quella che vediamo è la loro corazza calcare, ben ancorata all’ospite e in grado di resistere sia alla forza delle onde che all’esposizione al sole. Tuttavia, l’acqua è essenziale per la loro sopravvivenza: grazie a un apparato filtrante simile a quello dei molluschi bivalvi, si nutrono di plancton sospeso nell’acqua.

Curiosamente, la presenza dei balani sulle cozze non è un segnale negativo: anzi, indica spesso che si tratta di cozze di scoglio e quindi selvatiche.

Si possono mangiare?
Nonostante siano crostacei, i balani non fanno parte della dieta umana. Se li trovi attaccati alle cozze acquistate, basta rimuoverli strofinando la superficie del guscio con una spazzola durante la pulizia.

Nella stessa grande famiglia dei Cirripedi, però, esistono “parenti” commestibili: i percebes (lepadi). Questi crostacei, dalla forma bizzarra, vivono ancorati alle rocce delle coste più impervie di Spagna e Portogallo, in particolare in Galizia. Raccoglierli è un’impresa pericolosa, motivo per cui sono considerati una prelibatezza rara e costosa. A differenza dei balani, i percebes possiedono un peduncolo che permette loro di fissarsi alle superfici, e il loro sapore di mare intenso li rende apprezzatissimi nella gastronomia iberica.

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